CONFINI. MASSOLINO (PAT-CIV): CONTROLLI NON PRODUCONO EFFETTI
(ACON) Trieste, 8 giu - "Le ultime notizie riportate dalla
stampa locale stimano a oltre 20 milioni di euro il costo del
ripristino dei controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia:
soldi dei contribuenti spesi in becera propaganda".
Così in una nota la consigliera regionale Giulia Massolino (Patto
per l'Autonomia - Civica Fvg) commentando le notizie relative
alla sospensione di Schengen tra Italia e Slovenia, e annunciando
un'interrogazione a risposta immediata nella giornata di
mercoledì 10 giugno.
"Chiediamo alla Giunta regionale - spiega Massolino -conto dei
costi, dei risultati ottenuti e delle ricadute sul Friuli Venezia
Giulia di questa misura inutile e strumentale".
"Siamo - prosegue la consigliera autonomista - di fronte a una
gigantesca ipocrisia politica. Da una parte si tagliano servizi,
si denunciano risorse insufficienti per la sanità, il trasporto
pubblico o il sostegno alle famiglie. Dall'altra si trovano
decine di milioni di euro per mantenere controlli attivi
solamente su alcuni dei tanti valichi del nostro territorio.
Controlli che non producono alcun effetto e che colpiscono
soprattutto cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori e
imprese che attraversano ogni giorno il confine".
"Allo stesso tempo - aggiunge Massolino - si grida all'invasione,
ammettendo dunque che la misura non ha alcuna efficacia, e si
spendono ulteriori soldi dei contribuenti per recintare parti di
città, mentre le persone dormono, e talvolta muoiono, per
strada".
"L'inefficacia - osserva l'esponente di Opposizione - è attestata
anche da quanto riportato dagli organi di stampa, secondo cui gli
arresti direttamente collegati ai controlli di frontiera
rappresentano una quota minima rispetto all'enorme dispiegamento
di uomini e mezzi, e un numero in ogni caso in continuità con
quelli effettuati prima del ripristino dei controlli".
"La sicurezza - sottolinea Massolino - è una cosa seria e non può
essere ridotta a una fotografia davanti a una sbarra o a un posto
di blocco. Se esistono minacce reali, vanno contrastate con
cooperazione internazionale, intelligence e lavoro investigativo,
non con la messa in scena permanente di controlli che costano
milioni e che servono soprattutto ad alimentare una narrazione
politica fondata sulla paura".
"Con convinzione - ricorda la consigliera - abbiamo partecipato
alla protesta svoltasi a febbraio in concomitanza con il
passaggio della fiaccola olimpica, una delle scuse adottate per
richiedere un'ulteriore proroga della sospensione di Schengen".
"Dobbiamo ribellarci con forza - aggiunge Massolino -
all'assurdità di rinunciare a un pilastro del sogno europeo con
cui le nostre generazioni sono cresciute e che dobbiamo
impegnarci a difendere. Anche considerando la nota della
Commissione europea di qualche giorno fa, che richiamava i Paesi
membri a evitare l'abuso della sospensione del trattato di libera
circolazione, sarebbe ora che si smettesse con queste continue
proroghe e che si riaprissero finalmente i confini: non può
essere la nostra nuova normalità".
"Dopo oltre due anni - indica la consigliera di Pat-Civ Fvg - è
arrivato il momento di fare una domanda molto semplice: quanti
benefici reali hanno prodotto questi controlli? La realtà è che
il ripristino dei confini è un palese fallimento istituzionale
rispetto al fenomeno migratorio. Fa inorridire vedere
amministratori e rappresentanti istituzionali riempirsi la bocca
di Europa e cooperazione transfrontaliera, salvo poi accettare
senza fiatare la presenza permanente di controlli lungo un
confine che dovrebbe essere aperto.
"Un anno fa - conclude Massolino - Gorizia e Nova Gorica sono
state presentate come il simbolo dell'Europa che unisce, ma nella
quotidianità chi ci rappresenta continua a normalizzare barriere
che generazioni di europee ed europei avevano scelto di
abbattere".
ACON/COM/rm